{"id":1024,"date":"2019-11-03T15:22:00","date_gmt":"2019-11-03T14:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/?p=1024"},"modified":"2019-11-03T17:14:48","modified_gmt":"2019-11-03T16:14:48","slug":"mahabharata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/mahabharata\/","title":{"rendered":"Mahabharata: la grande epica indiana a fumetti."},"content":{"rendered":"
Il Mahabharata<\/strong><\/a>, capolavoro della letteratura indiana, \u00e8 il pi\u00f9 vasto poema epico della letteratura mondiale, con le sue oltre centomila strofe stratificatesi in otto secoli di rielaborazione, dal quarto secolo avanti Cristo al quarto secolo dopo Cristo (per capirci, la sua evoluzione in pratica marcia in parallelo col sorgere, evolversi in impero e declinare della Res publica romana, 509 a.C-476 d.C.). Per dare invece una idea della sua lunghezza, parliamo di un testo lungo quindici volte la Bibbia. Il titolo significa “La grande storia dei discendenti di Bharata” e narra per l’appunto una grande guerra tra i due rami della discendenza del mitico Re di schiatta divina.<\/p>\n Il suo adattamento a fumetti (qui<\/strong><\/a> la notizia su Lo Spazio Bianco) \u00e8 quindi un impresa “da far tremar le vene e i polsi”, per citare il sommo poeta: e in qualche modo, come vedremo, possiamo ritenerla una tappa (certo, una delle tante) della maturazione del medium fumettistico, e in particolare di una delle sue forme specifiche oggi sempre pi\u00f9 centrale, il “romanzo a fumetti” o “graphic novel”. Come annota Andrea Tosti nel suo monumentale studio sul Graphic Novel stesso, gli adattamenti a fumetto, non in modo aproblematico, hanno costituito una tappa della formazione di questo nuovo concetto, anche solo perch\u00e9 il termine stesso “romanzo” proviene originariamente dalla letteratura scritta.<\/p>\n Solitamente, nell’et\u00e0 delle origini dell’adattamento fumettistico, quella per certi versi famigerata dei “Classics Illustrated<\/a>“,\u00a0<\/strong>la scelta dell’adattamento ricadeva primariamente su romanzi di genere avventuroso – o interpretabili come tali in una lettura “ingenua”: un caso paradigmatico \u00e8 quello di Moby Dick<\/strong><\/a>. Con la sempre maggiore consapevolezza della maturit\u00e0 del medium, agli adattamenti “riduzionistici” e “ancillari” (il fumetto come “mediazione” di un’opera “pi\u00f9 complessa” per un pubblico incolto) si sono sostituiti adattamenti pienamente “autoriali”, sia scegliendo nuove letture di opere lette precedentemente in modo ingenuo (il caso di Moby Dick e della sua rilettura da parte di Sienkiewicz<\/strong> <\/a>\u00e8 paradigmatico), sia adattando opere letterarie non strettamente avventurose (un caso significativo \u00e8 la rilettura di Auster<\/strong> <\/a>da parte di Mazzucchelli).<\/p>\n