{"id":1320,"date":"2020-04-15T17:31:15","date_gmt":"2020-04-15T15:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/?p=1320"},"modified":"2020-04-18T11:02:47","modified_gmt":"2020-04-18T09:02:47","slug":"greystorm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/greystorm\/","title":{"rendered":"Greystorm: Never Le Conqu\u00e9rant"},"content":{"rendered":"
In questi giorni ho letto “Greystorm” (2009-2010)<\/strong>, un fumetto della Bonelli che non avevo seguito, complice la clausura forzata e un amico che me l’aveva passato prima del lockdown. Si tratta indubbiamente di un fumetto molto interessante, anche per l’innovazione introdotta: per la prima volta il protagonista di una serie Bonelli \u00e8 un personaggio negativo. Non solo un antieroe sbruffone, ma proprio quello che, in una normale serie popolare, sarebbe stato il villain, con la sua ossessione di vendetta nei confronti del mondo. Naturalmente, rendendolo il protagonista, gli autori hanno modo di indagarne la psicologia e le ragioni: ma resta la sua natura negativa. Una operazione innovativa in ambito bonelliano, che apre la strada a una miniserie quale quella dedicata da Recchioni alla Juric, in Orfani (con testi della Barbato), e in futuro, pare, una riscrittura del personaggio di Skotos, l’avversario di Nathan Never.<\/p>\n Se vogliamo, un antesignano potrebbe essere lo stesso fondamento della Bonelli, il ranger Tex Willer (1948)<\/strong> che in origine era un bounty killer molto pi\u00f9 spietato (e il nome inizialmente pensato, Tex Killer<\/strong>, venne edulcorato nell’iniziale del cognome per attenuarne lo scandalo in un’era di forti censure contro il fumetto). Ma Tex venne, naturalmente, poi sviluppato in modo radicalmente diverso.<\/p>\n L’operazione di Serra su Greystorm ha un solido fondamento nella letteratura popolare, come vedremo: tramite la figura, apertamente citata, di Robur le Conqu\u00e9rant,<\/strong> personaggio ideato da Jules Verne<\/strong> nel 1886 (Robur era addirittura il titolo di lavorazione della serie, e i nomi dei romanzi verniani vengono riprese nelle raccolte da libreria). Il riferimento colto, ben sviluppato nel corso dell’opera, non deve stupire: Antonio Serra (creatore del personaggio e autore del soggetto di tutta la miniserie, affiancato da Ostini e Vietti in due episodi per la sceneggiatura) \u00e8 infatti il creatore di Nathan Never<\/strong>, che nel 1991 aveva sdoganato la fantascienza in Bonelli, e che nei progetti iniziali avrebbe dovuto chiamarsi Nathan Nemo<\/strong>, con rimando al Capitano Nemo di Verne (apertamente citato pi\u00f9 volte nelle storie del personaggio).<\/p>\nLa fantascienza bonelliana<\/strong><\/h2>\n
