{"id":1877,"date":"2021-01-23T15:42:45","date_gmt":"2021-01-23T14:42:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/?p=1877"},"modified":"2021-01-24T18:13:59","modified_gmt":"2021-01-24T17:13:59","slug":"la-luna-i-falo-e-i-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/la-luna-i-falo-e-i-fumetti\/","title":{"rendered":"La luna, i fal\u00f2 e i fumetti."},"content":{"rendered":"
La luna e i fal\u00f2 \u00e8 considerato il testamento letterario di Cesare Pavese, l’ultima opera scritta nel 1949 e pubblicata nel 1950, poco prima del suicidio dello scrittore. Dedicato alla sua ultima amata, Constance Dowling, il romanzo ha consistenti elementi autobiografici e diviene un bilancio dove Pavese ripercorre i temi tipici della sua opera: il mondo contadino delle Langhe, la guerra, la Resistenza.<\/p>\n
Lo sceneggiatore Marino Magliani e il disegnatore Marco D’Aponte – coadiuvati qui da Gloria Fava, per impaginazione e lettering – non sono nuovi all’adattamento letterario: in coppia, sempre per Tunu\u00e8, avevano trasposto nel 2015 “Sostiene Pereira” (1995) di Antonio Tabucchi (qui<\/strong> <\/a>la recensione de Lo Spazio Bianco). Per certi versi, ci muoviamo in un territorio non lontanissimo: tornano gli snodi fondamentali della storia del Novecento, il fascismo e la Resistenza, sia pure in ambiti diversi sotto il profilo spaziale e temporale. Torna un protagonista riflessivo, in vena di bilanci. Ma, allo stesso tempo, siamo ovviamente in presenza non solo di un autore profondamente diverso, ma ancor pi\u00f9 fondante nella tradizione postbellica del romanzo italiano.<\/p>\n