Coconino presenta una nuova edizione de “La signorina Else” di Manuele Fior – Lo Spazio Bianco<\/a><\/p>\n\n\n\nL’adattamento di Fior.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<\/p>\n\n\n\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n\n\n\nNella sua introduzione all’opera, “Sfumato Schnitzleriano”<\/strong>, Fior stesso chiarisce i principi che lo hanno guidato. Significativo gi\u00e0 il titolo, nel suo riferimento allo sfumato, che \u00e8 sia un tratto specifico del segno fumettistico di Fior, che ricorre spesso a un acquerellato e a un tratto privo di spigolosit\u00e0 evidenti, sia un tratto tipico dei racconti di Schnitzler, che procedono, come molti del periodo e dello stile decadente, per allusioni, accenni, creando inquietudine pi\u00f9 col non detto rispetto a quanto va davvero in scena. L’incontro dei due sfumati \u00e8 qui, va detto, perfetto: in particolare, trovo sia riuscito l’uso del colore da parte di Fior, calibrato accuratamente per restituirci atmosfere eleganti ma soffocanti, luci scintillanti dei luoghi dell’alta borghesia che per\u00f2 fanno stagliare, cos\u00ec, ancor pi\u00f9 pesanti le ombre.<\/p>\n\n\n\nFior nell’introduzione ricostruisce la richiesta dell’editore originario, Delcourt,<\/strong> di un classico a fumetti a diritti scaduti. La scelta di Fior ricade su Schnitzler, per una scelta di originalit\u00e0 maggiore rispetto a nomi pi\u00f9 noti (a margine, in effetti, l’adattamento di classici a diritti scaduti \u00e8 un fattore che fa s\u00ec che il fumetto possa dare davvero a queste opere una “nuova vita” libraria, rispetto a una semplice riedizione: e particolarmente encomiabile \u00e8 dunque se autori ed editori scelgono testi meno noti, ridando loro una vitalit\u00e0 e magari spingendo il lettore ad avvicinarsi all’opera originaria).<\/p>\n\n\n\nFior decide poi di adottare la grafica di Klimt<\/strong> come suo riferimento, compiendo per questo uno studio sull’anatomia pi\u00f9 rigoroso rispetto ad altre sue opere interamente autoriali (come il celebre Cinquemila chilometri al secondo)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n“La chiave della trasposizione di questo lungo racconto era un rallentamento impercettibile ma costante, un disegno serpentino che avrebbe dovuto stri<\/em>tolare il lettore tra le spire del cervello di Else”<\/em>, spiega Fior, immergendosi in una estetica che pare rimandare molto al gusto decadentista.<\/p>\n\n\n\nA una pagina di romanzo l’autore ha fatto corrispondere una pagina di fumetto<\/strong>, senza storyboard (come da sua tradizione), accompagnando il monologo interiore della protagonista colto come forma letteraria congeniale alla trasposizione in fumetto.<\/p>\n\n\n\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n\n\n\n<\/p>\n\n\n\n
“Se nel mondo esterno un evento trova una netta collocazione nel flusso temporale, nella mente di Else questo \u00e8 preceduto e seguito da una specie di riverbero, una vibrazione oscillatoria che raggiunge il suo picco e poi si attutisce come un\u2019eco.” <\/em>Fior coglie bene la dissoluzione temporale <\/strong>che, molto pi\u00f9 della dissolutezza morale, \u00e8 il vero cardine del decadentismo. Il suo stile, e marcatamente in questo fumetto, riesce bene a evocare nel montaggio della tavola questa perdita di un centro della narrazione: la storia raccontata fluisce, non siamo affatto nel non-sequitur di certo sperimentalismo, ma fluisce mollemente, con mille anse causate da pensieri, ripensamenti, riflessioni. Uno sfumato leonoardesco, asserisce l’autore, che lasciano al lettore, se vuole, la responsabilit\u00e0 di un giudizio su Else, e su quanto lei stessa ci racconta, coi suoi pensieri, di s\u00e9 (narratore, ovviamente, freudiano e infedele).<\/p>\n\n\n\nNon c’\u00e8 moltissimo da aggiungere all’autoanalisi precisa operata da Fior, se non al limite evidenziare le tecniche molteplici, e usate abilmente, con cui raggiunge il suo scopo: le figure all’inizio appaiono dal bianco, come iniziassero ad apparire alla memoria. Poi si delinea, nello sfumato che abbiamo detto, l’ambientazione, in una doppia splash page, ma le vignette, pur in una griglia regolare, restano sfumate nei contorni, una tecnica che usualmente nel fumetto italiano delinea un ricordo. Ci\u00f2 da al tutto, anche inconsciamente, l’effetto di una memoria sfumata e volutamente imprecisa.<\/p>\n\n\n\n
<\/p>\n\n\n\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n\n\n\nLa luce crepuscolare dell’esterno lascia il posto alle luci dello scintillante albergo altoborghese, ma anche queste luci in un giallo caldo e accogliente in realt\u00e0, come dicevamo, servono solo a stagliare pi\u00f9 inquietanti le ombre di una borghesia corrotta.<\/p>\n\n\n\n
La lettera introduce il conflitto che animer\u00e0 tutta l’opera: la famiglia chiede ad Else di sacrificare s\u00e9 stessa per ripianare il debito del padre (nell’introduzione Fior rivendicava di voler ridisegnare la scena della lettera per renderla pi\u00f9 efficace. Non so se questa sia la nuova versione o la vecchia, perch\u00e9 curiosamente l’introduzione non chiarisce questo punto).<\/p>\n\n\n\n
Fa subito la sua apparizione il Veronal, il sonnifero dei suicidi borghesi dal 1903 (anno di apparizione) agli anni ’30, quando venne sostituito. Non so se intenzionale, ma Fior lo mostra celando l’ultima lettera, in modo che ci appaia solo “Verona”. In questo modo il richiamo (voluto? Certo non poteva essere dichiarato) al suicidio sentimentale diviene forte, evocando Giulietta e Romeo e la loro tragedia veronese. La un amore contrastato dalle famiglia nobiliari, qui la famiglia altoborghese che, in bellissima forma ovviamente, chiede alla figlia di prostituirsi.<\/p>\n\n\n\n
<\/p>\n\n\n\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n\n\n\nLa narrazione procede poi col suo ritmo lento eppure sinuosamente incalzante. La griglia si fa inquieta e ondosa nella scena in cui Else pensa alla sua morte, con effetto di grande efficacia, che di fatto chiude la prima parte. Nella seconda, tutto prepara ed esegue “l’esaurimento nervoso” di Else, con grande efficacia scenica, grazie soprattutto, come gi\u00e0 detto, al contrappunto di luci e colori che alternano una luce falsa e illusoria al buio profondo dell’anima di Else (e, in qualche modo, dell'”anima dell’Europa”). Tutto in un concerto di toni variamente malinconici che, al di l\u00e0 della riuscita dell’adattamento, producono immagini di grande bellezza.<\/p>\n\n\n\n
<\/p>\n\n\n\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n\n\n\nNota didattica e conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\nPer chiudere con la mia consueta nota didattica da insegnante di lettere alle superiori, l’opera si presta bene alla possibile lettura nelle superiori, pi\u00f9 nella parte finale del percorso quando, tra fine di quarta e inizio di quinta, si affronta questo passaggio al Novecento.<\/p>\n\n\n\n
Schnitzler \u00e8 un autore che potrebbe aver senso affrontare soprattutto in un liceo linguistico dove si affronti la lingua tedesca: in questo senso, per la sua vicinanza a Freud, \u00e8 un utile collegamento con autori che, nella letteratura italiana, sono stati lambiti dal tema della decadenza: tra quelli “obbligatori” (per convenzione: non c’\u00e8 pi\u00f9 un programma scolastico fisso ma solo indicazioni nazionali, come noto) si potrebbero collegare Pascoli, D’Annunzio, Pirandello tra i maggiori.<\/p>\n\n\n\n
Ci\u00f2 anche nel senso di una “spendibilit\u00e0 didattica” alla maturit\u00e0, dove \u00e8 richiesto di operare collegamenti tra materie: ma come al solito sottolineo che, a mio avviso, la richiesta del colloquio d’esame dovrebbe essere la guida di un metodo di lavoro in classe che vada in questa direzione del raffronto tra testi e forme espressive diverse, ove possibile, per la sua fertilit\u00e0 nello sviluppare la capacit\u00e0 di ragionamento critico dell’allievo.<\/p>\n\n\n\n
Forse Schnitzler \u00e8 un autore che potrebbe meritare uno studio anche dove, come nei licei psicopedagocico e sociale, si studia psicologia come materia e quindi si d\u00e0 un risalto a Freud pi\u00f9 ampio che nel consueto percorso liceale, dove esso \u00e8 affrontato in filosofia (o, nei tecnici e professionali, se ne d\u00e0 al limite un accenno introduttivo in letteratura, per capire i testi che sono suoi debitori spesso “per contrasto”: di Svevo e Pirandello in primis).<\/p>\n\n\n\n
Nel caso, un vantaggio \u00e8 anche la relativa brevit\u00e0 dell’opera di Schnitzler in questione, di cui si potrebbe proporre facilmente la lettura integrale e un confronto con l’adattamento effettuato (per la stessa ragione, ovviamente, l’opera potrebbe essere oggetto di approfondimento particolarmente accurato in un liceo artistico o un istituto grafico, ma pi\u00f9 per la centralit\u00e0 generale che il fumetto pu\u00f2 assumere in questi indirizzi come ponte tra letteratura e le materie artistiche).<\/p>\n\n\n\n
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A questo punto, un percorso didattico su Schnitzler non potrebbe fare a meno di inserire anche “Doppio sogno”, permettendo la visione dell’ultimo grande capolavoro di Kubrick, “Eyes Wide Shut”, in un confronto guidato che mostra come l’eredit\u00e0 del decadentismo \u00e8 profonda sulla nostra cultura. O anche, in alternativa, uno dei molti adattamenti filmici della Signorina Else, che ha goduto, come ricordava lo stesso Fior, di una ricca tradizione adattativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Su questo blog, dove mi occupo di letteratura e fumetto, parlo volentieri di questo adattamento di Arthur Schnitzler ad opera di Manuele Fior, che coglie particolarmente bene lo spirito dell’autore, in occasione della nuova edizione Coconino, del 2025, di quest’opera adattata da Fior nel 2017. Arthur Schnitzler Schnitzler (Vienna, 1862-1931) medico e scrittore austriaco, \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi nomi del Modernismo viennese, ma al tempo stesso un autore meno noto in Italia di altri classici sospesi tra Otto e Novecento. Di origine ebraica, era figlio primogenito di un celebre medico viennese, immigrato dall’Ungheria, che dopo una tenace ascesa sociale<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":3978,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"La signorina Else, secondo Fior - Come un romanzo","description":"Su questo blog, dove mi occupo di letteratura e fumetto, parlo volentieri di questo adattamento di Arthur Schnitzler ad opera di Manuele Fior, che coglie partic"},"_slim_seo_primary_term_category":0,"_slim_seo_primary_term_post_tag":0,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[511,510,556,558],"class_list":["post-3977","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-arthur-schnitzler","tag-coconino","tag-manuele-fior","tag-sigmund-freud"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3977"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3977\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}