{"id":4038,"date":"2025-08-25T18:10:37","date_gmt":"2025-08-25T16:10:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/?p=4038"},"modified":"2025-08-25T18:10:39","modified_gmt":"2025-08-25T16:10:39","slug":"due-visioni-su-lovecraft","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/due-visioni-su-lovecraft\/","title":{"rendered":"Due visioni su Lovecraft"},"content":{"rendered":"\n

Lovecraft \u00e8 un autore dal destino singolare. Pressoch\u00e9 ignorato in vita, se non nella pur florida nicchia del weird ruotante intorno a “Weird Tales” e testate simili, ritenute all’epoca paraletteratura. Riscoperto prima grazie alla scena dei suoi corrispondenti e ammiratori, poi con un culto sempre pi\u00f9 vasto fino a divenire autore imprescindibile del ‘900, come sottolineato da Houellebecq e altri. <\/p>\n\n\n\n

Il fumetto non ha mancato di porgere omaggio all’autore, prima coi fumetti pre-Code Comics, a partire da Captain Marvel Adventures<\/em> #1 (Fawcett, USA, Marzo 1941) <\/strong>dove il protagonista Shazam si trova alle prese con i vampiri e legge il racconto di Lovecraft \u201cThe Vampire Legend\u201d<\/em> per sconfiggere il nemico. Da allora si diparte un fiume carsico del fumetto orrorifico lovecraftiano, che culmina nella Grande Opera di Alan Moore<\/strong>, che lo omaggia ne “Il Cortile” (1995), racconti divenuto un fumetto nei primi anni 2000, fiorendo poi in “Neonomicon” (2010) e “Providence” (2015-2017), l’ultimo grande lavoro di Alan Moore prima del dichiarato ritiro dal fumetto nel 2019.<\/p>\n\n\n\n

Tuttavia, anche dopo il bardo di Northampton continuano gli omaggi al maestro di Providence<\/strong> (come gi\u00e0 prima non erano mancati fumetti di alto livello a lui ispirati, con autori come Breccia, Go Tanabe, la scena di Metal Hurlant, Go Nagai, Sclavi e la British Invasion \/ Vertigo in genere, ma anche il Giornalino dei Paolini con Nizzi e Zeccara). Ne sono un ottimo esempio due fumetti usciti recentemente, che esplorano il mito da due punti differenti.<\/p>\n\n\n\n

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“H.P. Lovecraft \u2013 Dagon e altri racconti brevi” <\/strong>\u00e8 una raccolta dei racconti del maestro di Providence adattati a fumetto da Sergio Vanello, qui autore completo, per Nicola Pesce Editore<\/strong>, un “compact efficace”, come coglie nella sua autorevole prefazione un autore horror del calibro di Paolo di Orazio<\/strong>, per chi intenda avvicinarsi al mondo lovecraftiano, e una gustosa interpretazione per tutti gli altri. Vanello ha alle spalle non solo un solido e ricco percorso nel fumetto in generale e nell’adattamento letterario in particolare, di cui ho spesso parlato su questo blog, ma ha un particolare rapporto con il maestro di Providence che ha gi\u00e0 omaggiato in numerosi fumetti e illustrazione, anche oltre la pur significativa raccolta di questo volume.<\/p>\n\n\n\n


Paolo Di Orazio sottolinea poi la incredibile importanza di Lovecraft nel condizionare il Novecento<\/strong>. Di Orazio segue per\u00f2 una sua linea personale sottolineando maggiormente la dimensione orrorifica: “Lovecraft- uomo \u00e8 il Grande Antico, il Cthulhu-di-se-stesso, una tradizione-culto che abita il buio di ogni moderna fiction e della costante proteiforme evoluzione della materia horror tutta”.<\/em><\/p>\n\n\n\n

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Questo rizoma dell’orrore contemporaneo che diviene orrore cosmico (e non pi\u00f9 folklorico, psicologico o altri sviluppi tradizionali) \u00e8 fortemente influente anche nel fumetto, sempre costeggiando l’introduzione dioraziana.<\/p>\n\n\n\n

“Proprio perch\u00e9 dai congegni narrativi che animano ogni singolo racconto in prosa di Howard deriva \u2013 ma \u00e8 una mia personale suggestione non comprovata da teorie o studi riconosciuti, che io sappia \u2013 la grammatica delle pubblicazioni horror da edicola pre e post Comics Code Authority (quindi, dagli anni \u201940 in poi, con \u00abThe Beyond \u2013 Weird, spooky, supernatural stories\u00bb, della Ace comics; \u00abTales from the crypt\u00bb, della EC comics; \u00abCreepy\u00bb, della mitica Warren e una vastit\u00e0 di altre pubblicazioni incluse le altrettante testate italiane a partire da \u00abSatanik\u00bb della Editoriale Corno.” <\/em>riflette Di Orazio, correttamente.<\/p>\n\n\n\n

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Questa raccolta infatti include riduzioni di Vanello di Dagon, Celepha\u00efs, Dall\u2019altrove, La citt\u00e0 senza nome, Hypnos, Nella cripta, Il colore venuto dallo spazio, I sogni nella casa stregata<\/strong>.
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Vanello stesso scrive una premessa al volume<\/strong> dove chiarisce: “Sono convinto che una parte della sua sensibilit\u00e0 (di Lovecraft)fosse surrealista\u2026 Questa alternanza democratica di forme chiuse\/aperte, pesanti\/leggere, fluttuanti e statiche, mi ha permesso di creare tavole diverse tra di loro, grazie all\u2019uso del colore alternato al bianco e nero; la diversa tipologia di carta per evidenti diversi risultati; il micro e il macro; insomma: la sperimentazione grafica, di segno e di struttura della tavola.”<\/em>
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In effetti, le varie storie mostrano certo una forte unit\u00e0 nel riconoscibile segno di Vanello: ma questo segno si declina in ogni storia cercando di adattarsi ad essa.<\/p>\n\n\n\n

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\"Celephais\"\n\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n\n\n\n


In Dagon <\/strong>lo stile realistico, in un bianco e nero con retinature, aumenta l’angoscia della situazione col verismo della rappresentazione Simile anche Celephais<\/strong>, piu’ onirico e meno orrorifico del primo.<\/p>\n\n\n\n

La citt\u00e0 senza nome<\/strong>, colorata con i classici, efficaci acquerelli di Vanello, che qui si sommano alle orrorifiche campiture nere dense. Anche in Hypnos <\/strong>vi \u00e8 lo stile acquerellato, con chine meno cupe, in un fumetto lisergico e psichedelico che rende bene il delirio del racconto. A colori anche From The Vault<\/strong> che, come il precedente From Beyond<\/strong> evoca nomi e temi che saranno ripresi dai fumetti pulp.<\/p>\n\n\n\n


Su tutto domina l’eleganza e la variet\u00e0 nella composizione di tavola, senza mai sacrificare la leggibilit\u00e0, che sono direi un marchio di fabbrica di Vanello e dei suoi numerosi adattamenti letterari condotti sempre con garbo e perizia.<\/p>\n\n\n\n

L’ultimo giorno di Lovecraft<\/strong><\/p>\n\n\n\n

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In parallelo, un altro fumetto lovecraftiano \u00e8 stato portato nello stesso periodo in Italia invece da Saldapress<\/strong>: “Le Dernier Jour de HPL”<\/strong><\/em> del polacco Jakub Rebelka (disegni) e del francese Romuald Giulivo (testi)<\/strong>, tradotto fedelmente \u201cL\u2019ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft\u201d.<\/p>\n\n\n\n

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L\u2019ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft\u00a0\u00e8 un viaggio narrativo allucinato e inquietante<\/strong>, una resa dei conti dello scrittore con s\u00e9 stesso nelle sue ultime ore su questa terra, in un bilancio finale amaro e quasi rassegnato, dove per\u00f2 Lovecraft finisce di vedere confusamente il destino di grandezza futura, confrontandosi anche, metanarrativamente, con la trimurti dei suoi eredi odierni, Stephen King, Alan Moore, Neil Gaiman<\/strong>, ma anche Houdini<\/strong>, con cui collabor\u00f2, e Edgar Allan Poe<\/strong>, sue ispiratore (con altri meno noti, come Dunsany, Chambers, Bierce, che vengono qui bypassati).<\/p>\n\n\n\n

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La storia \u00e8 efficace, concitata e surreale ma leggibile e incalzante, ma sono soprattutto i potenti disegni in stile pittorico a costituire il punto di forza immaginifico di quest’albo, col contrato tra i toni del rosso <\/strong>del fantastico che irrompe nella realt\u00e0 in grigio<\/strong>. Questa scelta, declinata con maestria e grande forza visiva, serve anche agli autori per prendere le distanze dalla tradizione lovecraftiana che, nel suo grande successo, rischia di essere abusata: quindi ci si allontana dal prevalere delle tinte salmastre del verde, che rimandano a Chtulhu, Dagon, gli uomini-pesce di Innsmouth e gli abissi marini, scegliendo l’opposto, il rosso, che \u00e8 il primario di cui il verde \u00e8 complementare. Un colore perfetto per l’orrore, ma in realt\u00e0 meno presente appunto in Lovecraft, dove prevale l’inquietudine della suggestione e solo raramente e e per brevi tratti l’emersione della violenza orrorifica.<\/p>\n\n\n\n

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L’operazione, nella sua specificit\u00e0, \u00e8 quasi simmetrica a quella compiuta da Moore: se Alan Moore e Jacen Burrows in “Providence” utilizzano una enorme erudizione e ricerca per ricostruire nei dettagli il milieu da cui Lovecraft emerge come “redentore”, osservando Lovecraft dall’esterno tramite gli occhi di Robert Black.

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Qui invece la telecamera virtuale \u00e8 incentrata sul Maestro di Providence nel momento della sua solitudine, senza seguire pi\u00f9 di tanto la minuziosa erudizione biografica (pur essendo presenti riferimenti precisi e non ovvi) ma restituendo un ritratto – immaginario ma credibile – di Lovecraft come uomo.<\/p>\n\n\n\n

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Anche quest’opera, come quella di Vanello, si rivela quindi un omaggio sentito ed efficace, un altro tassello che si inserisce nel grande e inquietante affresco della sopravvivenza lovecraftiana. In un tempo ormai segnato da nubi nere all’orizzonte, con i molti orrori reali dei molti conflitti, guerre e tensioni internazionali, gli orrori immaginari di Lovecraft, per quanto terribili, possono apparire quasi consolatori. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Lovecraft \u00e8 un autore dal destino singolare. Pressoch\u00e9 ignorato in vita, se non nella pur florida nicchia del weird ruotante intorno a “Weird Tales” e testate simili, ritenute all’epoca paraletteratura. Riscoperto prima grazie alla scena dei suoi corrispondenti e ammiratori, poi con un culto sempre pi\u00f9 vasto fino a divenire autore imprescindibile del ‘900, come sottolineato da Houellebecq e altri. Il fumetto non ha mancato di porgere omaggio all’autore, prima coi fumetti pre-Code Comics, a partire da Captain Marvel Adventures #1 (Fawcett, USA, Marzo 1941) dove il protagonista Shazam si trova alle prese con i vampiri e legge il racconto<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":4039,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Due visioni su Lovecraft - Come un romanzo","description":"Lovecraft \u00e8 un autore dal destino singolare. Pressoch\u00e9 ignorato in vita, se non nella pur florida nicchia del weird ruotante intorno a \"Weird Tales\" e testate s"},"_slim_seo_primary_term_category":0,"_slim_seo_primary_term_post_tag":0,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-4038","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4038","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4038"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4038\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4039"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}