{"id":766,"date":"2018-12-19T20:24:05","date_gmt":"2018-12-19T19:24:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/?p=766"},"modified":"2020-01-24T20:56:09","modified_gmt":"2020-01-24T19:56:09","slug":"sienkiewicz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/sienkiewicz\/","title":{"rendered":"Sienkiewicz e la legittimazione del fumetto"},"content":{"rendered":"

\"\"\n\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/p>\n

Sienkiewicz<\/strong> non \u00e8 solo un grande autore, ma ha fornito un contributo particolarmente brillante al rapporto tra letteratura e fumetto. Parliamo, naturalmente, dell’autore fumettistico, Bill (nato nel 1958 negli USA)<\/strong>, e non dell’omonimo Nobel per la letteratura polacco del 1905,\u00a0Henryk<\/strong> – a tale proposito, sarebbe interessante un adattamento di Quo Vadis<\/em> (1896)<\/strong>, l’opera pi\u00f9 famosa di Henryk, per mano di Bill: ma non divaghiamo.<\/p>\n

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Bill Sienkiewicz inizia la sua attivit\u00e0 fumettistica come disegnatore nei primi anni ’80, sul fumetto supereroico: nel 1986, su testi di Frank Miller<\/strong>, realizza il suo primo grande capolavoro, la miniserie Elektra: Assassin<\/em> (1986-1987), tra i capisaldi del rinnovamento supereroico in corso in quegli anni, assieme a pilastri come Watchmen<\/em> <\/strong>di Alan Moor<\/strong>e o il Dark Knight<\/em><\/strong> di Miller stesso. La sua Elektra<\/em>, per\u00f2, \u00e8 l’opera pi\u00f9 dirompente dal punto di vista puramente visivo, con l’uso di inserti materici sulla tavola fumettistica – concepita in modo sostanzialmente pittorico per la realizzazione tecnica – e con un segno che riprende, in modo completamente maturo e fatto proprio, influssi dall’astrazione novecentesca.<\/p>\n

Nel 1988, come autore completo, realizza Stray Toasters<\/strong><\/em>: opera ancor pi\u00f9 sperimentale che, per\u00f2, non riscuote un successo paragonabile alle precedenti, come pure Big Numbers<\/em><\/strong>, avviata in cooperazione con Alan Moore nel 1990; anno in cui realizza anche la versione dei moderni Classic Illustrated di Moby Dick.<\/p>\n

In mezzo a queste esperienze – pi\u00f9 sperimentali o “colte”, ma di minor successo – si colloca la vignetta riportata in apertura, che \u00e8 del 1989 (come da firma in basso a destra). Lo stile affollato rimanda a quello della vignettistica pi\u00f9 classica, rispetto alla maggiore sintesi moderna: inoltre, \u00e8 pienamente sequenziale, pur non avendo vignette, in quanto le varie battute costruiscono di fatto una narrazione compiuta.<\/p>\n

Partendo da sinistra, troviamo gli Adult Media<\/strong> che attendono come un fratello il fumetto. Abbiamo Achab, il capitano di Moby Dick<\/strong> (che l’autore a breve adatter\u00e0), Holmes e la piccola Alice. Non \u00e8 una triade casuale: rappresentano rispettivamente il Grande Romanzo d’autore, il Romanzo d’intrattenimento<\/strong> (il giallo classico, nel caso di Holmes) e il Romanzo per l’infanzia<\/strong>, con tre casi che nessuno sano di mente potrebbe escludere dal canone.<\/p>\n

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Notiamo che, se Achab<\/strong> e Alice<\/strong> si limitano a incoraggiare il fumetto a un ultimo sforzo verso la legittimazione, Holmes<\/strong> osserva che “non \u00e8 una questione cos\u00ec elementare” e lo stregatto<\/strong> dichiara che “non \u00e8 una cosa da ridere”, mentre siede su vari fumetti: non ho riconosciuto quello con la cover “Ca… Jack” (Captain Jack esiste, ma \u00e8 molto minore); gli altri sono Elektra, (Love and) Rockets, Miracle Man e Watchmen<\/strong> (nelle mani di Alice). Tutti esempi di quegli anni che dimostrerebbero come il fumetto \u00e8 ormai maturo.<\/p>\n

Il fumetto, anzi, il Comic Book<\/strong> pi\u00f9 esattamente, vestito da supereroe generico (il mantello e il copricapo \u00e8 alla Batman) si sforza di attraversare la Linea verso i media adulti, che recita “una sola direzione”, “non si torna indietro” coi cartelli collegati. Solo un problema minore di percezione dei fumetti come spazzatura per bambinoni poco intelligenti, dichiara, mentre continua a ripetere di aver “attraversato la Linea”.<\/p>\n

Ma non \u00e8 vero (bench\u00e9 sia sul punto di farlo): il suo lungo mantello – come quello che era costato la vita a Dollar Bill… – \u00e8 trattenuto da una vecchia signora, la Morale Pubblica<\/strong> (con una vistosa benda sugli occhi: indice della sua totale cecit\u00e0 alla evidente dignit\u00e0 artistica del fumetto), che gli rimprovera di essere ancora un bambinello di “soli cinquant’anni”, di tornare a fare il bravo e giocare col fratello, i fumetti dei giornali (il nome sul camicione ricorda proprio lo stile di Yellow Kid<\/strong>, il “primo fumetto” secondo una diffusa, bench\u00e9 semplicistica, vulgata, risalente al 1895). In questo modo, circolarmente, la vignetta ricorda anche appunto lo stile di quelle grandi vignette domenicali, quelle “splash page” antelitteram dove veniva mostrato satiricamente il variopinto mondo delle strade di New York.<\/p>\n

La prima considerazione, inevitabile, \u00e8 come qualche elemento della satira mantenga una sua efficacia ancora oggi, a ormai trent’anni di distanza. Il bambinone ormai ha 80 anni, non 50: e se Sienkiewicz contava dal 1939 circa, con la nascita dei supereroi (Superman<\/strong> <\/em>\u00e8 del 1938, Batman<\/em> <\/strong>del 1939), il fumetto avventuroso e i comic book sono almeno dieci anni pi\u00f9 antichi, se contiamo dai primi fumetti avventurosi come Tarzan<\/strong> <\/em>(vedi qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n

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L’elemento che appare pi\u00f9 vero, probabilmente, \u00e8 il trionfalismo eccessivo di presentare ogni riconoscimento tutto sommato ormai normale del fumetto come qualcosa di incredibile ed eroico: che \u00e8 proprio la spia di una ancora imperfetta normalizzazione. Tuttavia, di fatto<\/em> questa legittimazione \u00e8 ancora imperfetta: e se un entusiasmo eccessivo \u00e8 ingenuo e controproducente (“Surtout pas trop de z\u00e8le”<\/strong>, ricordava un diplomatico abilissimo come Talleyrand<\/strong>) \u00e8 a mio avviso interessante segnare le tappe di questa evoluzione. L’ironia della vignetta \u00e8 sapida ed azzeccata: ma, in effetti, una transizione nella percezione collettiva raramente avviene in modo istantaneo, ma per slittamenti successivi.<\/p>\n

Ed \u00e8 indiscutibile che di “passi oltre la linea” se ne sono aggiunti molti altri. Il primo, probabilmente, era stato la vittoria al Pulitzer<\/strong> di Maus<\/em> <\/strong>di Spiegelman<\/strong> nel 1992: che ebbe anche un seguito nel nuovo rapporto tra fumetto e letteratura, di cui abbiamo parlato qui<\/strong><\/a>. Oggi credo che la situazione sia particolarmente fluida per quanto riguarda il caso italiano: la nuova Bonelli di questi anni ’10 da un lato, la sempre maggiore legittimazione di Gipi<\/strong> <\/a>e Zerocalcare<\/a> <\/strong>dall’altro, indicano che perlomeno la transizione continua.<\/p>\n

(un ringraziamento a Marco Apostoli<\/strong><\/a> che mi ha fornito la vignetta spunto di partenza per questa analisi e riflessione)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Una vignetta di Bill Sienkiewicz spiega perfettamente il difficile rapporto tra fumetto e letteratura.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":767,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Sienkiewicz e la legittimazione del fumetto - Come un romanzo","description":"Una vignetta di Bill Sienkiewicz spiega perfettamente il difficile rapporto tra fumetto e letteratura."},"_slim_seo_primary_term_category":0,"_slim_seo_primary_term_post_tag":0,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[136],"class_list":["post-766","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-bill-sienkiewicz"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/766\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}