una prova sontuosa nella quale il tratto morbidissimo e carezzevole diventa marchio di fabbrica del progetto; in particolare negli ambienti all’aperto, tra gli ampi cieli con le nuvole di zucchero filato e le onde del mare che si infrangono sulla chiglia delle navi, ma anche nei suggestivi interni lignei di taverne e sottocoperta, la matita dell’artista si fa solare e sinuosa, dando un’impronta ben precisa all’insieme.<\/strong> Interessante il contraltare dettato da Blackwings, che invece si connota come decadente e cupo tanto nel suo aspetto quanto in quello del suo veliero: l’avversario in questione \u00e8 graficamente spettacolare in dettagli come la cicatrice sull’occhio e soprattutto i lunghi capelli neri, che fanno dei giochi sempre diversi e sempre azzeccati nel cadergli sul volto, contribuendo a delinearne le espressioni inquietanti e ciniche. Una gran bella storia, in grado di intrattenere ed emozionare, ottima lettura d’evasione ma nel contempo di gran qualit\u00e0.<\/p>\n\u00a0<\/p>\n
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\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Qua & i Bumpers – Un chitarrista di troppo<\/strong><\/em>, di Giorgio Salati<\/strong> e Mattia Surroz<\/strong> (n. 3567), \u00e8 forse il racconto migliore legato al filone della band di Qua, tra quelli singoli usciti negli ultimi mesi e successivi a Musicalisota<\/em>. Rispetto agli altri due cicli dei nipotini – quello calcistico e quello di Area 15<\/em> – questo \u00e8 purtroppo il meno riuscito, pagando una certa discontinuit\u00e0 nella pubblicazione e risultando in questo modo narrativamente sfilacciato, poco coeso. Non \u00e8 un problema che va a discapito solo dei racconti in s\u00e9, ma anche e soprattutto del worldbuilding<\/em>, che non riesce a costituirsi davvero n\u00e9 a incidere nell’immaginazione dei lettori.A oggi \u00e8 difficile familiarizzare con Joey, Angelica, Brianna e Peter, e non perch\u00e9 siano scritti male ma perch\u00e9 appaiono troppo saltuariamente e non hanno lo spazio per essere sviluppati in maniera interessante.<\/strong><\/p>\nAd ogni modo, come dicevo, in questo caso ho trovato la trama migliore rispetto alle storie precedenti, non fosse altro perch\u00e9 Salati \u00e8 riuscito a fondere in maniera pi\u00f9 naturale le dinamiche proprie di un gruppo musicale di ragazzini e quelle interpersonali tra i suoi componenti<\/strong>: tra prove, primi live, scazzi interni, cambi di formazione, sperimentazioni musicali, delusioni, amici che prendono strade diverse e difficolt\u00e0 nel bilanciare musica e vita quotidiana, c\u2019\u00e8 un\u2019amalgama riuscita di tutte queste componenti che restituiscono per quanto possibile un affresco credibile e tramite il quale poter empatizzare a livello pi\u00f9 profondo con i vari protagonisti.<\/strong> Intendiamoci, dinamiche tipiche che pi\u00f9 tipiche non si pu\u00f2, nulla di originale, ma complessivamente tutto \u00e8 ben gestito e la lettura si rivela un buon slice of life<\/em> in salsa Disney, con la valorizzazione di un gruppo di preadolescenti. Mattia Surroz fa un buon lavoro: lo stile \u00e8 precedente al recentissimo \u201crestyling\u201d che ho potuto ammirare per esempio ne La signora della scogliera<\/em>, eppure il tratto pi\u00f9 grezzo e l\u2019inchiostrazione pi\u00f9 spessa si prestano bene al tenore narrativo e pertanto si rivela funzionale all\u2019insieme.<\/strong> Lodevole in particolare il lavoro sulle espressioni (quelle di sconforto e smarrimento di Qua, soprattutto) e sugli outfit<\/em>.<\/p>\n\u00a0<\/p>\n
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\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>La casa delle storie – Qui, Qui, Qua e l’avventura in archivio<\/strong><\/em>, di Marco Bosco<\/strong> e Blasco Pisapia<\/strong> (n. 3570), \u00e8 il primo tassello di un\u2019operazione nata dalla collaborazione tra Topolino<\/em> e l\u2019Archivio di Stato campano, ma devo dire che sulla storia non pesa lo stigma della natura promozionale. Al di l\u00e0 infatti del lodevole intento culturale e divulgativo, la trama di Bosco si regge sulle sue gambe e l\u2019ho apprezzata di pi\u00f9, per dire, delle sue sceneggiature \u201cspaziali\u201d. Intendiamoci, si tratta di un raccontino molto basico, per\u00f2 la lettura \u00e8 scorrevole e simpatica: Qui, Quo, Qua in versione Giovani Marmotte sono ben utilizzati e soprattutto il ruolo dell\u2019archivio come luogo fisico e soprattutto preziosa culla di sapere da preservare e conoscere, ben lungi dall\u2019essere qualcosa di noioso ma prezioso trampolino per ricerche e approfondimenti, \u00e8 ben gestita.<\/strong> Pisapia ai disegni non mi ha convinto granch\u00e9 nei personaggi – stranamente, trattandosi di paperi – ma brilla nelle ambientazioni e nella raffigurazione di palazzi storici.<\/p>\n\u00a0<\/p>\n
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\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Paperina, Paperino e l’arte della pignatta<\/strong><\/em>, di Giulio Gualtieri<\/strong> e Ottavio Panaro<\/strong> (n. 3567), potrebbe sembrare niente pi\u00f9 di una classica riempitiva in mezzo al giornale, e di fatto appartiene certamente a quella categoria. Gualtieri dimostra per\u00f2 di saperci mettere un guizzo in pi\u00f9 per differenziare la narrazione quel tanto che basta a distinguere la sua storia dalla norma, con piccolissimi ma azzeccati accorgimenti: il solo affiancare Paperino e Paperina dando loro un hobby comune che coltivano insieme, come la cucina, permette di vederli agire come una coppia affiatata con obiettivi e sfide che affrontano insieme, come i veri fidanzati. Devo dire di aver apprezzato molto questa visione.<\/strong> Carina anche la satira su certi programmi culinari con annessi prodotti commerciali e la conseguente morale finale, mentre le gag della parte centrale non sono sempre egualmente efficaci. Una lettura di decompressione, leggera ma piacevole, nella quale i disegni di Panaro non stonano nemmeno particolarmente dal momento che l\u2019intreccio non richiedeva uno stile particolarmente elaborato.<\/p>\n\u00a0<\/p>\n
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\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Pianeta Paperino \u2013 La vecchia carretta<\/strong><\/em>, di Vito Stabile<\/strong> e Marco-Stefano Rota<\/strong> (n. 3568), \u00e8 il terzo capitolo del ciclo di autoconclusive dello sceneggiatore dedicato a Paperino e a ci\u00f2 che gli ruota attorno. \u00c8 il turno della 313, la fedele automobile che pure tanti grattacapi ha sempre dato al suo conducente: il soggetto paga pegno per il fatto di avere alle spalle altre illustri prove che \u201cumanizzavano\u201d la macchina di Paperino e approfondivano il loro rapporto, ma al netto di questo l\u2019autore riesce a dare la propria direzione e interpretazione al tema che voleva esporre. Delle tre brevi uscite finora, per\u00f2, \u00e8 quella che mi \u00e8 piaciuta meno e che ho trovato pi\u00f9 debole.<\/p>\n\u00a0<\/p>\n
Gli allegri mestieri di Paperino – Servizio compreso<\/strong><\/em>, di Tito Faraci<\/strong> e Enrico Faccini<\/strong> (n. 3570), ritrova quello spasso sfrenato che mi era un po\u2019 mancato nell\u2019ultimo episodio rispetto ai floridi precedenti. Le prime tavole sono in realt\u00e0 pi\u00f9 lente, la sceneggiatura fatica un po\u2019 a ingranare finch\u00e9 Paperino deve fare il buttadentro di un ristorante di Zio Paperone; ma nel momento in cui viene dislocato all\u2019interno per altre mansioni, sono tornato a sbellicarmi in pi\u00f9 occasioni.<\/p>\n\u00a0<\/p>\n
\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Con La grande mitologia papera – Il filo di Paperarianna<\/strong><\/em>, di Luca Barbieri<\/strong> e Emmanuele Baccinelli<\/strong> (n. 3568), lo sceneggiatore sembra iniziare a prendere sempre pi\u00f9 la mano all\u2019interno di questo progetto disneyan-mitologico: si torna al buon risultato del primo episodio, dopo il leggero scivolone dell\u2019avventura sul vello d\u2019oro, tanto che questa rielaborazione del mito del filo di Arianna risulta essere per me il racconto pi\u00f9 solido dei tre usciti finora.Sar\u00e0 per la fama e il fascino della leggenda originaria, sar\u00e0 per una buona caratterizzazione conferita a questa Paperina, sar\u00e0 per l\u2019interessante adattamento scelto per il Minotauro, ma l\u2019impressione \u00e8 che tutto funzioni con semplicit\u00e0 e naturalezza<\/strong>, senza puntare a creare chiss\u00e0 quale opera ma riuscendo con poche pretese a intrattenere e a strappare qualche sorriso. Possiamo gi\u00e0 dirci soddisfatti cos\u00ec, no? Ai disegni il fantastico Bacci: avevo gi\u00e0 lodato l\u2019estetica vincente delle due storie precedenti, dove anche disegnatori pi\u00f9 ordinari hanno spiccato con un tratto particolarmente accattivante e una colorazione che valorizzava il loro lavoro. Con un fuoriclasse all\u2019opera, il risultato finale \u00e8 ancora migliore, e l\u2019artista in questione si scatena con un Cuordipietra dal volto splendidamente freddo e cinico, con abiti ben illustrati e con un segno morbido e carezzevole.<\/strong> Bene cos\u00ec, insomma: questa serie potrebbe essere un\u2019utile palestra per Barbieri per prendere la mano con i personaggi Disney \ud83d\ude09<\/p>\nDi Topolino e la Spectralia Antartica<\/strong><\/em>, di Casty<\/strong>, non voglio dire ancora nulla: in aprile sono stati pubblicati solo il breve prologo e il primo episodio dell\u2019avventura, che segna il ritorno di Andrea Castellan alle prese con uno dei suoi kolossal e in particolare con la ripresa del filone atlantideo; pi\u00f9 di met\u00e0 storia vedr\u00e0 la luce in maggio e pertanto ne tratter\u00f2 nella disamina del prossimo mese \ud83d\ude09<\/p>\nBene, credo di aver detto tutto. Grazie come sempre a chi mi ha letto, e alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di aprile secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":3192,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di aprile 2024 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di aprile secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"_slim_seo_primary_term_category":0,"_slim_seo_primary_term_post_tag":0,"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[88,32,97,141,33,19,134,204,29,4,61],"class_list":["post-3191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-bruno-enna","tag-francesco-artibani","tag-giorgio-salati","tag-giuseppe-facciotto","tag-lorenzo-pastrovicchio","tag-marco-gervasio","tag-mario-ferracina","tag-mattia-surroz","tag-tito-faraci","tag-topolino-magazine","tag-vito-stabile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3191\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}