Lonesome ghosts<\/em><\/a>, cortometraggio proiettato nei cinema statunitensi l\u2019anno successivo. Perch\u00e9 dico ci\u00f2? Perch\u00e9, mentre nel fumetto i fantasmi del titolo si rivelavano ben altro che spettri, nel cartone animato il pi\u00f9 bel trio della narrativa popolare (Topolino, Paperino e Pippo) se la dovette vedere con vere e proprie apparizioni fantasmatiche, cosa che accade anche stavolta. Barbieri sceglie in ogni caso un approccio rispettoso dell\u2019illustre precedente a cui si ispira, creando solo un labile collegamento con le trame del 1936-1937 e recuperando sostanzialmente l\u2019agenzia che i tre protagonisti avevano messo in piedi all\u2019epoca: scelta intelligente perch\u00e9 rende questa nuova avventura piuttosto indipendente da quel caposaldo, che viene ripreso solo per il setting e lo spunto di partenza.<\/p>\nQuesto restart<\/em> non mi ha per\u00f2 colpito granch\u00e9: a fronte di un inizio ben giocato grazie all\u2019idea del vecchio telefono nella soffitta di Pippo che torna a suonare, la trama si adagia ben presto su un canovaccio fin troppo canonico e che per questo motivo riserva ben poche sorprese nel suo sviluppo.<\/strong> I rapporti della famiglia proprietaria della villa in cui finiscono i protagonisti sono da clich\u00e9 di questo tipo di storie, e anche l\u2019identit\u00e0 di chi ha assunto i tre acchiappafantasmi \u00e8 facilmente intuibile.Quello che funziona sono per\u00f2 i rapporti tra Topolino, Paperino e Pippo<\/strong>: Barbieri ha gi\u00e0 avuto modo di farli interagire nelle avventure che ha scritto per Wizards of Mickey<\/em>, ma \u00e8 al di fuori di universi alternativi che si pu\u00f2 misurare appieno la capacit\u00e0 di un autore di muovere veramente bene i tre personaggi assieme, e devo dire che lo sceneggiatore ha superato il test riuscendo ad amalgamarne bene le personalit\u00e0 e a valorizzarle singolarmente dividendo a un certo punto il terzetto all\u2019interno della casa infestata, sfruttando uno stratagemma classico proprio dei cortometraggi animati corali.<\/strong><\/p>\n
\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Carina infine anche la strizzatina d\u2019occhio agli anni Trenta: Mickey, Donald e Goofy appaiono infatti a un certo punto con fattezze e abiti dell\u2019epoca, e in particolare proprio di Lonesome ghosts \/ La casa dei fantasmi<\/em>. La scelta \u00e8 di stampo chiaramente metanarrativo, ma Barbieri la giustifica all\u2019interno dello sviluppo e la mette in campo nel momento del plot-twist<\/em>, per cui si inserisce in maniera armonica nel contesto.<\/p>\nI disegni di Vian sono invece un ulteriore elemento di criticit\u00e0 dell\u2019opera: vero che il suo tratto gotico, conturbante e sporco ben si presta ad atmosfere di questo tipo – non a caso l\u2019artista ha lavorato molto sulle pagine di X-Mickey<\/em> – ma in questo caso specifico il suo stile ha appesantito troppo i toni della vicenda, rendendo istintivamente pi\u00f9 ostico l\u2019approccio a un racconto che gi\u00e0 di per s\u00e9 non appare cos\u00ec \u201cliscio\u201d.<\/strong> Certe pose dei protagonisti, alcune espressioni strane se non proprio fuori luogo rispetto al contesto, un character design<\/em> claudicante per i comprimari, l\u2019inchiostrazione e la colorazione troppo calcate, le ombre con l\u2019effetto sfumato mi hanno complicato un po\u2019 la fruizione della storia<\/strong>: solo nei passaggi in cui Topolino, Paperino e Pippo appaiono come i loro stessi del passato la mano di Vian sembra farsi pi\u00f9 felice ed equilibrata, trovando quella sobriet\u00e0 e quella chiarezza espositiva che per il resto latita.<\/p>\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Lord Hatequack presenta\u2026 l\u2019ora del terrore \u2013 La leggenda del castello nero<\/em><\/strong>, di Giulio Gualtieri<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> (n. 3592), \u00e8 uno degli episodi pi\u00f9 deboli del ciclo. L’atmosfera ci sarebbe anche, ma il fulcro del brivido \u00e8 cos\u00ec vago, accennato, inconsistente da non riuscire a incidere nell’immaginazione del lettore.<\/strong> S\u00ec, una vena di inquietudine serpeggia, ma in una narrazione piuttosto piatta, inconcludente e circolare, con poche frecce al proprio arco: in sintesi c’\u00e8 un castello che appare solo in tempo di burrasca, apparteneva a un duca sadico, se ti ci imbatti vieni inseguito da armature viventi\u2026 e questo senza aggiungere altro. Un po’ poco, per me. Cavazzano ai disegni contribuisce molto a quell’atmosfera di cui dicevo poc’anzi, grazie alle ambientazioni del tetro castello, del bosco sinistro e anche solo della Paperopoli ostaggio di un temporale coi fiocchi, disegnate forse con meno evocativit\u00e0 degli scorci visti ne Il miliardo<\/em> o nella storia de L’ora del terrore<\/em> con il giovane Paperone nel Klondike ma in maniera capace di comunicare l’ansia e il panico.<\/strong>Permane per\u00f2 la china discendente per quanto riguarda la raffigurazione dei personaggi, principali e non, che si ravvisa ancora una volta soprattutto nei becchi ma anche nelle espressioni.<\/strong><\/p>\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Paperino e il dilemma a bivi<\/em><\/strong>, di Marco Bosco<\/strong> e Paolo De Lorenzi<\/strong> (n. 3589), nella sua essenziale semplicit\u00e0 raggiunge quello che credo fosse il suo obiettivo: mostrare lo starter-pack<\/em> tipico delle avventure di Donald Duck. Lo stratagemma da libro-game<\/em> rende furbescamente pi\u00f9 accettabile la messa in scena di tanti plot<\/em> visti e stravisti<\/strong> e celebra in qualche modo le vicende pi\u00f9 ordinarie e quotidiane del personaggio, proseguendo i festeggiamenti per i suoi novant’anni. Insomma, niente di che, per\u00f2 non l’ho sgradita: e in tale contesto la matita sobria, sicura e lineare di De Lorenzi \u00e8 particolarmente adatta a raffigurare una storia di questo tipo.<\/p>\nGambadilegno e la gelosia canaglia<\/strong><\/em>, di Giovanni Eccher<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> (n. 3589), rappresenta l’esordio dello sceneggiatore bonelliano nel mondo Disney. Lo fa con una trama senza pretese, equilibrata\u2026 forse poco interessante? Il mio giudizio \u00e8 sospeso, in questo caso, non riesco bene a capire se e quanto l’abbia gradita. Carino lo spunto della gelosia di Pietro nei confronti di un complice che sembrerebbe fare il filo a Trudy, anche ben sviluppato nel finale, ma in fondo non mi sono mai sentito realmente coinvolto nella vicenda.<\/strong> Purtroppo anche Cavazzano ci mette del suo per confondermi le idee: se il protagonista in questo caso non ha perso molto dello smalto che il maestro sapeva infondergli in passato, Topolino e Minni sono difficili da associare alla matita di Re Giorgio e anche solo da processare.<\/strong><\/p>\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Rockerduck e la persecuzione del papero d\u2019oro<\/em><\/strong>, di Niccol\u00f2 Testi<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n.3589), segna un altro debutto, questa volta di un giovane sceneggiatore. Il risultato \u00e8 davvero apprezzabile nel partire da uno dei grandi topos<\/em> della narrativa disneyana e riuscire a coniugarlo secondo la propria sensibilit\u00e0 e approccio. C’\u00e8 chi ha voluto affrontare l’argomento del confronto tra Paperone e Rockerduck in maniera profonda, come Vito Stabile e Marco Nucci, Testi decide invece di calcare la mano sullo stress emotivo che queste sfide provocano nel miliardario in bombetta, risolto in chiave comica e volutamente sopra le righe, impostando una vera e propria persecuzione paperonesca orchestrata dall’universo ai danni di Rockerduck. Pollici bene bene in alto per questa prima prova dell’autore, aiutato senz’altro da uno splendido Leoni: disegni come sempre puliti, morbidi, istintivamente simpatici e coinvolgenti.<\/strong><\/p>\nZio Paperone e l\u2019arcano artigiano<\/strong><\/em>, di Alessandro Sisti<\/strong> e Luca Usai<\/strong> (n. 3589), \u00e8 una storia solida, scritta con mestiere da un buon Sisti, ambientata a Venezia tra magia e elogio degli artigiani e delle loro botteghe storiche. C’\u00e8 Zio Paperone, c’\u00e8 Amelia, c’\u00e8 un colpo di scena non proprio inaspettato ma ben giocato e c’\u00e8 un Usai in grande spolvero ai disegni, che colpisce con una iniziale spread page<\/em> vertiginosa veramente da applausi.<\/p>\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Paperino, Paperoga e l’inafferrabile Pallonar<\/em><\/strong>, di Roberto Gagnor<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong> (n. 3590), mi ha genuinamente divertito, come deve essersi divertito lo stesso Gagnor a scriverla. Non sar\u00e0 un capolavoro di comicit\u00e0 raffinata, e la metto un gradino sotto al Natalestivo<\/em>, ma prosegue sicuramente quella buonissima direzione per l’attuale stagione dell’autore.<\/strong> Il tema del calciomercato \u00e8 perfetto da parodizzare e infatti non \u00e8 la prima volta per Topolino<\/em>: lo sceneggiatore lo articola mettendo in campo due accentratori di disastri come i due cugini paperi, nella duplice veste di procacciatori e di reporter, sulle tracce di un fenomeno calcistico che Paperone vuole assicurarsi. Ho apprezzato le gag a ripetizione, la sconsideratezza di Paperoga e la presenza del giocatore timidone che ha modo di portare sul finale una buona morale, non stucchevole.<\/strong> Nota speciale per il titolo della rivista che legge l’ex fidanzata del campione: \u201cGente di un certo livello\u201d, citazione diretta a un elemento degli storici sketch di Fabio De Luigi nei panni di Guastardo durante Mai Dire Gol<\/em> della Gialappa’s Band. Perina fa come sempre un ottimo lavoro, i suoi paperi sono fantastici per vitalit\u00e0 e recitazione.<\/p>\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>I cimeli raccontano \u2013 Zio Paperone e lo spazzolone<\/em><\/strong>, di Marco Bosco<\/strong> e Andrea Maccarini<\/strong> (n. 3591), \u00e8 la prima storia del ciclo che posso dire di aver davvero apprezzato, dal momento che le precedenti due mi avevano perlopi\u00f9 annoiato, se non proprio contrariato.Stavolta l’idea funziona, grazie alla riflessione sul rapporto di Paperone con la fortuna.<\/strong> Si rischiava di andare a scomodare la Numero 1, invece si \u00e8 preferito concentrarsi su qualcosa di inedito e di questo non posso che essere lieto. Siamo nel periodo in cui il protagonista era tornato a Glasgow per aiutare i suoi con i debiti del castello di famiglia: trovatosi senza pi\u00f9 un soldo per tornare sui suoi passi alla ricerca della ricchezza, si industria in attivit\u00e0 dolciarie mostrando di che pasta \u00e8 fatto. La punta di diamante dell’opera, comunque, risiede nei disegni di un Maccarini esagerato, che oltre a matite e chine cura anche interamente la colorazione, gestendo quindi in toto l’estetica della storia e dandole veramente una marcia in pi\u00f9. Il tratto morbido ed estroso dell’artista si fa ancora pi\u00f9 soave nei lunghi flashback, aiutato da una tavolozza dall’effetto acquerellato azzeccatissima. Il contesto scozzese rivive in maniera quasi fiabesca grazie a uno stile carinissimo, quasi puccioso, valorizzato anche da una buona regia e una bella gestione della griglia.<\/strong> L’unico vero neo \u00e8 l’aspetto del giovane Paperone: in questa fase della sua vita non \u00e8 pi\u00f9 un ragazzino ma un giovane uomo, per stessa ammissione dello Zione attuale quando inizia a rievocare la vicenda, ma Maccarini lo ritrae come un pulcino tutto testa, rifacendosi molto a quello disegnato da Fabrizio Petrossi<\/strong> nella graphic novel<\/em> Gl\u00e8nat<\/strong> Il drago di Glasgow<\/em>, quello s\u00ec per\u00f2 ancora bambino. Insomma, un bellissimo paperottolo, ma che non corrisponde affatto all’aspetto che il personaggio dovrebbe avere all’epoca dei fatti. Peccato, perch\u00e9 per il resto si tratta di un lavoro che merita solo encomi e senza una grinza.<\/p>\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Newton Pitagorico e la luce della scienza<\/em><\/strong>, di Matteo Venerus<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n. 3592): e bravo Venerus! Non sapevo cosa aspettarmi da questo sceneggiatore alle prese con il nipotino di Archimede, e anzi avevo svariati timori che sono stati fortunatamente sfatati. L’autore \u00e8 stato in grado secondo me di intercettare correttamente la funzione del personaggio, il suo ruolo e soprattutto la sua personalit\u00e0.<\/strong> Ne esce un ragazzino esuberante che, una volta tanto lontano da Qui, Qui, Qua, Giovani Marmotte o realt\u00e0 scolastica, ha modo di eccedere come via d’uscita da una serata noiosa. Aiutare la vicina di casa per una lampadina fulminata porter\u00e0 quindi a un’escalation folle e divertente, perfettamente cucita su questa peculiare figura. Ancora una volta Leoni supporta egregiamente il dinamismo della sceneggiatura con il giusto piglio, dimostrando versatilit\u00e0 e di cavarsela egregiamente anche con Newton.<\/p>\n\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Zio Paperone e le voci dello spazio<\/em><\/strong>, di Giovanni De Feo<\/strong> e Paolo De Lorenzi<\/strong> (n. 3590), \u00e8 una storia che parte male, per quanto mi riguarda, molto male: l’approccio \u00e8 infatti del tutto simile a quelle delle tante – troppe – storie spaziali a sfondo educational<\/em> apparse negli ultimi anni sul \u201cTopo<\/em>\u201d, che mediamente mi hanno sempre annoiato. De Feo per\u00f2 prende presto un’altra strada, una sorta di deriva squisitamente fantascientifica che non ha primario interesse a veicolare argomenti di astrofisica (che pure sono presenti) ma che punta piuttosto a intrattenere, con un approccio disneyano molto classico<\/strong>: l’idea di poter catturare dallo spazio le voci dei grandi del passato o addirittura di s\u00e9 stessi potrebbe venire tranquillamente da una storia di Giorgio Pezzin<\/strong> degli anni Settanta, per dire. Ne guadagna quindi anche la figura dello Zione, che torna senza troppi fronzoli a buttarsi a capofitto in affari visionari. Per quanto riguarda i disegni di De Lorenzi, si veda quanto ho scritto per la storia a bivi di Paperino.<\/p>\nLa grande mitologia papera \u2013 Paperon Athinios e i doni degli dei<\/strong><\/em>, di Luca Barbieri<\/strong> e Nico Picone<\/strong> (n. 3591), si pone sulla scia discretamente positiva delle altre storie di questa serie internazionale sui miti dell’antica Grecia: sicuramente non la mia preferita di quelle pubblicate sinora, ma vanta un buon uso di questo Paperone \u201calternativo\u201d e descrive in modo efficace il rapporto tra gli dei e gli uomini. Picone brilla leggermente meno rispetto ai colleghi che l’hanno preceduto su questo progetto, ma comunque offre una prova molto buona e fresca, aiutato come sempre dall’ottima colorazione.<\/p>\n
\n\t\t\t\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>Chiudo con la finestra sul mondo data stavolta da Paperino, Qui, Quo, Qua e la recita movimentata<\/strong><\/em>, di Tormod Lokling<\/strong> e Arild Midthun<\/strong> (n. 3592): ormai sono questi gli autori su cui la redazione punta quasi esclusivamente per presentare sulla testata ammiraglia alcuni esempi di storie estere made in Egmont<\/strong>, e non posso dirmi seccato da questa scelta considerando che Midthun mi piace sempre di pi\u00f9 come artista. Come nelle brevi precedenti, il ritmo \u00e8 fortemente debitore di quelli dei cartoon<\/em>, con un Paperino fieramente tronfio, con un’idea troppo alta delle proprie capacit\u00e0 e la tendenza a strafare combinando guai. \u00c8 un uso del personaggio adorabile e coerente con i suoi esordi, ed \u00e8 un peccato che in Italia siano attualmente pochissimi i fumettisti in grado di riportare su carta quelle dinamiche, in special modo nelle conseguenze che queste hanno nei rapporti tra il protagonista e gli altri paperi, in particolare i nipotini.<\/strong> Anche in questo caso il risultato \u00e8 delizioso, e permette al disegnatore di imbastire diverse scene ad effetto. Lieto infine che la pagina di presentazione sfrutti l’occasione per pubblicizzare Almanacco Topolino<\/em>, che ha bisogno di essere rilanciato quanto pi\u00f9 possibile.<\/p>\nBene, direi che per questo mese \u00e8 tutto. Alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
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