{"id":846,"date":"2017-04-29T11:29:23","date_gmt":"2017-04-29T09:29:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/sonofumetti\/?p=846"},"modified":"2017-04-29T11:29:23","modified_gmt":"2017-04-29T09:29:23","slug":"hector","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.live\/sonofumetti\/hector\/","title":{"rendered":"Quaranta senza Hector"},"content":{"rendered":"
Hector German Oesterheld<\/strong>, uno dei pi\u00f9 grandi sceneggiatori di fumetti di sempre, scomparve nel nulla, come per magia, in una mattina d’aprile del 1977, quarant’anni fa. Ma i militari argentini non erano Houdini.<\/p>\n Lo prelevarono dalla sua casa di Buenos Aires, lo imprigionarono per mesi (anni?) e poi lo uccisero, come accadde ad oltre trentamila desaparecidos<\/em><\/strong>\u00a0(“scomparsi”) nei giorni feroci della dittatura del generale Videla e della giunta militare<\/strong>.<\/p>\n C\u2019\u00e8 un articolo particolarmente toccante di Manuele Rivas che ripercorre, con le testimonianze dei sopravvissuti, la sua vicenda nei centri di detenzione segreti del regime (l\u2019articolo lo trovate qui in originale su El pais<\/em><\/a> e qui in traduzione<\/a>). \u00a0Nel 2016, \u00e8 stato pubblicato un documentato saggio giornalistico che ricostruisce il tragico destino dell’intera famiglia dello scrittore (Los Oesterheld\u00a0<\/em>di Fernanda Nicolini e Alicia Beltrami<\/a>).<\/p>\n