Il 5 ottobre del 1966 la International Labour Organization (l’Organizzazione internazionale del lavoro) e l’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) ratificarono una “raccomandazione sulla condizione degli insegnanti nel mondo”. Tale documento definisce gli standard relativi al reclutamento, alla formazione iniziale e continua, all’impiego e alle condizioni di lavoro degli insegnanti.
Quasi trent’anni più tardi, nel 1994, sempre l’UNESCO istituì la Giornata mondiale (o internazionale) degli insegnanti, scegliendo proprio il 5 ottobre di ogni anno, il giorno della firma della ratifica di cui sopra.
Come ho scritto su EduINAF, questa è una giornata sempre troppo poco celebrata, così ho deciso di dedicare un primo articolo a una particolare categoiria di insegnanti: i supereroi.
La luce di Lanterna Verde

Probabilmente ricorderete la Lanterna Verde presente nel film di Superman di James Gunn. Era Guy Gardner, interpretato da Nathan Fillion, e caratterizzato come un personaggio piuttosto pieno di se, oltre che un idiota con il quale proporre gag per far ridere gli spettatori.
Tale caratterizzazione, sostanzialmente resa famosa dalla Justice League di J.M. DeMatteis e Keith Giffen, due autori che come Peter David sono (era, nel caso di Giffern) in grado di utilizzare con la stessa efficacia i registri drammatici e avventurosi e quelli comici, non è, però, quella originale.
Il personaggio, infatti, esordì sulle pagine di Green Lantern #59, datato marzo 1968, di John Broome e Gil Kane. La storia è una tipica “storia immaginaria” molto in voga nella silver age. Gli autori, infatti, raccontavano come piccole variazioni nella storia degli eroi, potevano cambiare il loro destino. Nel caso di Earth’s Other Green Lantern viene rivelato alla Lanterna Verde ufficiale, Hal Jordan, che Abin Sur, in punto di morte, aveva valutato anche un altro candidato per ereditare il suo anello: Guy Gardner, appunto.
Al fianco dei giovani

La storia di Broome e Kane ci racconta delle sue peripezie, così simili a quelle di Jordan, ma soprattutto ci fornisce l’informazione per cui sto raccontando questa storia oggi: Guy è un insegnante di educazione fisica.
E non solo lo vediamo in una vignetta mentre fa lezione ai suoi giovani studenti, ma soprattutto vediamo come questo ruolo venga in qualche modo sfruttato anche nel corso della storia. A un certo punto, infatti, Guy si ritrova su un pianeta abitato solo da adolescenti dotati di poteri psichici immensi e divisi in due fazioni in lotta tra loro. Alla fine, liberatosi dal controllo mentale, riesce a farli ragionare e a collaborare tra loro.
Dopo quest’avventura perdiamo il contatto con il personaggio, che viene ripreso alcuni anni dopo da Dennis O’Neil e Neil Adams sulle pagine di Green Lantern #87, datato dicembre 1971. In questo caso lo vediamo solo in abiti civili mentre, sempre nel suo ruolo di insegnante, salva una bambina che rischia di cadere dal bordo di un ponte appena crollato. Un’azione eroica e altruistica che ne definisce il carattere più di qualsiasi battuta.

Poi scompare per diversi anni fino a che nel maggio del 1979 sempre O’Neil questa volta supportato dai disegni di Alex Saviuk gli fa indossare ufficialmente e per la prima volta il costume di Lanterna Verde (ricordo che quella del 1968 era una storia “immaginaria”).
Il personaggio, però, non è stato utilizzato moltissimo nel corso dei numeri successivi. Venne ripreso nel 1985 da Steve Englehart e Joe Staton nel 1985 sulle pagine di Green Lantern #189 proprio nei termini e con il costume con cui lo conosciamo oggi.
In qualche modo è un peccato che la caratterizzazione originale sia andata perduta, anche se il suo passato da insegnante di educazione fisica è rimasto intatto. Gli autori, però, hanno sfruttato molto poco la sua capacità di lavorare con le giovani generazioni, concentrandosi di più con gli aspetti del suo nuovo carattere che hanno fatto maggiore presa sui lettori.
A me, per la giornata di oggi, piaceva ricordare quella sua versione originale: un supereroe senza poteri sempre pronto a supportare i propri studenti.
Per chi vuole approfondire la sua storia, se possibile anche più complicata di quella di Hal Jordan, c’è un articolo sul sito della DC Comics che fornisce diversi spunti e riferimenti ad albi a fumetti, ovviamente originali (alcuni di questi sono stati pubblicati anche in Italia).