Justice League – Inverno senza fine è un crossover del più celebre gruppo DC, particolarmente in auge in questo periodo grazie all’uscita del film di Zack Snyder in versione director’s cut. Non è tutto oro quel che luccica, però. La premessa è già non delle più originali: un potentissimo nemico sinora sconosciuto si risveglia e scatena un inverno globale sulla Terra, causando un disastro ecologico incontenibile. Compito della JL è scovare il nemico che si nasconde e riportare le cose alla normalità (del multiverso DC, quindi si fa per dire).
La banalità della premessa è confermata purtroppo da quella della storia, che non si risolleva nemmeno nelle caratterizzazioni dei personaggi, alquanto stereotipate: Batman è tenebroso e burbero, Superman sin troppo perfettino, Flash sempre un po’ combattuto, Wonder Woman molto amazzonica e così via. Va meglio con il ritmo narrativo che è invece spigliato e invoglia alla lettura di quello che non resterà come uno dei lavori migliori del pur bravo
Ron Marz, coadiuvato da
Andy Lanning nella scrittura.
Più brillante il lato dei disegni, con molti autori, tra cui spiccano la plasticità ed eleganza del segno di
Marco Santucci e il tratto solido e fluido al contempo di
Howard Porter. I colori, anch’essi di diversi artisti, sono abbastanza omogenei nella qualità, assolvendo al loro compito di completare degnamente le tavole.