Si celebrano i venticinque anni dalla 1° pubblicazione de I linguaggi del fumetto di Daniele Barbieri, ormai un classico degli studi sui comics. Ieri ne hanno discusso, assieme all’autore, accademici ed esperti del calibro di Antonio Faeti, Sergio Brancato, Enrico Fornaroli, Alberto Sebastiani, Matteo Stefanelli… Insomma una bella fetta della “stripologia” nostrana si è ritrovata nell’aula magna dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna per l’occasione. E che occasione! I linguaggi del fumetto rappresenta una tappa obbligata per chi ama i comics Non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo. Basta che facciate una semplice ricerca online per rendervi conto di quanto l’opera – stra-pubblicata in
Oggi basta andare su Google Map e il gioco è fatto. Puoi vedere la strada. Individuare la palazzina. Mi rendo conto che adesso non c’è più alcuna magia. Ma un secolo fa quando non chattavamo, non bloggavamo, non googlavamo… C’era solo un “tamburino” o “colophon” o chiamatelo come volete, in seconda di copertina sugli albi. Lì dove diceva che quel fumetto l’avevano fatto in un posto chiamato Via Michelangelo Buonarroti 38, 20145 Milano, sede della Daim Press, oggi Sergio Bonelli Editore. All’epoca immaginavo una stanza colossale ricolma di fogli pieni di segni, albi da assemblare, presse per stampare, gente a
All’epoca in cui mi sono imbattuto nella tavola qui di seguito, realizzata per la serie “Comanche” da Hermann – disegnatore belga premiato all’ultimo Festival di Angouleme con il prestigioso riconoscimento alla carriera – la cosa che mi ha colpito è il particolare punto di vista della vignetta più grande attorno a cui è stata costruita l’impalcatura grafica della tavola. La testa del cowboy di spalle in primo piano è tagliata fuori dall’inquadratura: in effetti, qui più che i volti dei personaggi contano le battute tra di loro. Ma se il racconto va in una certa direzione, l’inquadratura mette al centro della rappresentazione anche un
Mentre guardo le immagini di Bruxelles in televisione, resto frastornato di fronte a questo immane orrore. Che altro si può fare se non rimanere in silenzio di fronte a una simile tragedia? Ma poi penso che questo è un blog di fumetti, di Bédé come dicono anche in quella città. E quella città lì, quella città ferita a morte oggi, è un posto speciale per chi ama i comics. Allora, senza facili risposte in tasca, senza verità assolute da spacciare in punta di tastiera, voglio rivolgere solo un pensiero commosso, come tanti hanno già fatto e stanno facendo, Alla città di Bruxelles, città
“La roba Bonelli non mi piace. è colpa mia? Son gusti… che poi, non è che non mi piace, mi fa proprio cacare. Che ci posso fare… Mi piacerebbe che certi autori mi stupissero con cose più bizzarre e rivoluzionarie, altro che ‘giuda ballerino’ e ‘per il corpo di mille balene’… tutto qui. vi considero amici e vi stuzzico un po’ ma con affetto. sapendo che abbiamo gusti diversi…” Il cartoonist Ausonia (Francesco Ciampi) dixit nel 2008, in un commento sul blog dello sceneggiatore Roberto Recchioni. Proprio Recchioni, ora curatore di Dylan Dog, ha arruolato Ausonia insieme a Marco Galli e
…Perché ora li trovi anche nelle librerie, con le copertine in lamina d’oro e le pagine patinate in pregiato papiro di baobab. Perché puoi comprarli allegati al giornale, in edizioni rilegate a colori, con la costoletta lucida che fa la sua porca figura sullo scaffale accanto all’ultimo tomo di Bruno Vespa. Perché ora ci stanno le copertine “variate” e le “tirature limitate” che più limitate non si può, che dopo che le ha disegnate con la sinistra, il cartoonist l’hanno obbligato a diventare ambidestro, così, per renderle più rare. Perché l’autore intervistato alla tivvù, l’ha chiarito alla Bignardi: “Io non