1° CLASSIFICATO CUL DE SAC (RICHARD THOMPSON – LINUS) Forse da regolamento non vale, ma si vota il miglior fumetto del 2012, e quindi perché no? L’ultimo capolavoro di una forma d’arte efficace, ma morente (cit.). Che Richard Thompson smetta di disegnare è la notizia più triste dell’anno.
2° CLASSIFICATO I SEGRETI DEL QUAI D’ORSAY, VOL. 2 (CHRISTOPHE BLAIN, ABEL LANZAC – COCONINO PRESS) Allarga il campo, dimostra che si può ancora lavorare sui generi narrativi, creando ibridi. E poi è pieno di giochi metalinguistici, di trovate visive e di raffinatezze messe sulla pagina con sprezzatura. Caso editoriale in patria, da noi non credo.
3° CLASSIFICATO THE DEATH-RAY (DANIEL CLOWES – COCONINO PRESS) Dan Clowes :-)
4° CLASSIFICATO FINESTRE SULL’OCCIDENTE (FELIPE H. CAVA, RAÙL – GIUDA EDIZIONI) Qui si tende verso “l’arte”, e di solito non è una buona idea. Invece funziona tutto: segni e simboli raccontano. Un reportage senza fatti e cronache, in cui l’atmosfera è tutto.
5° CLASSIFICATO UNA VITA TRA I MARGINI (YOSHIHIRO TATSUMI – BAO PUBLISHING) La vita nei fumetti giapponesi degli anni Cinquanta era piena di avvenimenti interessanti, di emozioni forti, di tragedia e dramma. Invece la vita dei disegnatori era noiosa. Però pazienza: la storia rimane viva, importante.
6° CLASSIFICATO BLAM (MAICOL & MIRCO – ROMBOLAB AUTOPRODUZIONI) Oltraggiosamente divertente. Perfetto anche nel disegno, che non è a caso come sembra.
7° CLASSIFICATO ESCHATON (ALESSANDRO LISE, ALBERTO TALAME– ERNEST,) Nonsense postapocalittico. In giro si parla spesso di art comics: non sono sicuro di cosa significhi, ma potrebbero essere questi.
8° CLASSIFICATO NONNONBÂ (SHIGERU MIZUKI– RIZZOLI LIZARD) La magia non sta nel contenuto, ma nel racconto: in controluce, Mizuki affronta il tema fondamentale di molta narrativa giapponese, lo scontro tra tradizione e modernità. Sono rari i libri che possono vantare una simile capacità di creare atmosfera.
9° CLASSIFICATO SWEET SALGARI (PAOLO BACILIERI – COCONINO PRESS) Biografia affettuosa e triste, con dentro tutte le ossessioni grafiche dell’autore. Omaggio raffinato a un eroe del masscult.
10° CLASSIFICATO WAR + PENIS (JOHNNY RYAN, FRÉDÉRIC FLEURY– THE MILAN REVIEW) Arte sequenziale, nel senso che qui c’è una sequenza di insulti. Risate grasse, contemporanee (e senza tempo).
MENZIONE STORICA – RISTAMPE
1° CLASSIFICATO LO SCONOSCIUTO. EDIZIONE INTEGRALE (MAGNUS – RIZZOLI LIZARD) Non l’avevo mai letto, è un gran divertimento. Molto seventies, piacerebbe a Tarantino. Ma chi se ne frega, basta che piaccia a noi.
2° CLASSIFICATO THE WALKING DEAD COMPENDIUM, VOL. 1 (ROBERT KIRKMAN, TONY MOORE, CHARLIE ADLARD – SALDAPRESS) Vero, la cultura pop ci propina sempre le stesse quattro storie. Però a ben guardare questa è diversa. Soprattutto è l’origine di un franchise transmediale, di altissima qualità narrativa in ogni incarnazione: carta, tv, console.
3° CLASSIFICATO KAGEMARU DEN (SAMPEI SHIRATO – HAZARD) La storia dei samurai rivoluzionari che rappresentano un argine al potere dell’élite è interessante a più livelli. Ma quello che stupisce davvero è la potenza della narrazione, lo stile istintivo eppure accuratissimo.