La vicenda è ambientata in una sartoria, la Bottega dei fili, gestita dalla signora Nuvoletta Gentile, nella quale Aghi Canterini, Spille, Ditali e Forbici lavorano in felice armonia. Un brutto giorno, il nuovo Sindaco del paese espropria la sartoria, e tutto cambia: Nuvoletta Gentile se ne va e Aghi Canterini e Spille vengono via via emarginati, poi accantonati in cassetti e infine avviati alla fusione, in modo da ricavare materiale per nuove Forbici. Tutto questo finché un gruppo di ribelli non riesce a riportare alla guida della sartoria Nuvoletta Gentile, grazie alla quale tutto torna come prima.
Le immagini a supporto del racconto, realizzate con uno stile grafico che rimanda alle illustrazioni delle enciclopedie per ragazzi della prima metà del secolo scorso – come la celebre Il Tesoro della UTET -, trasmettono le emozioni delle varie fasi: dall’idillio della situazione iniziale, reso con la luminosità degli ampi spazi bianchi, alla cupezza della fase centrale, quando si racconta la persecuzione di Aghi e Spille. Le campiture bianche spariscono, occupate dalle sfumature di un grigio pesante e oppressivo e le linee dritte spezzate prendono il sopravvento su quelle curve. Simmetricamente, il ristabilimento dello stato iniziale di armonia corrisponde al ritorno della luminosità.
Poiché l’allegoria rimuove i riferimenti agli eventi storici e li sostituisce con figure retoriche, l’opera di Valentini e Abastanotti va considerata come uno strumento didattico, che il genitore o l’insegnante possono usare per introdurre, suscitare e guidare una discussione con i bambini.
Per questi, infatti, sarebbe impossibile ricondurre l’allegoria alla sua controparte storica: letto senza una guida che offra l’opportuna contestualizzazione, ciò che resta è un racconto sulla sopraffazione con un cattivo molto simile a un orco delle fiabe e un lieto fine che arriva abbastanza velocemente e si impone senza strascichi.
La forma allegorica infatti si offre a svariate letture e percorsi di discussione e, senza l’indicazione esplicita del titolo – proprio quella che peraltro ci consente di definire “allegoria” il racconto e ci autorizza a dirne l’intenzione – la storia in sé potrebbe essere utilizzata per introdurre temi morali più generali e distaccati dalle vicende storiche della Shoah. Allo stesso tempo, è evidente che la proposta di una precisa corrispondenza fra i singoli elementi del racconto e quelli delle vicende storiche finirebbe per impantanarsi in una lunga sequenza di precisazioni e distinguo, che farebbe perdere di vista molto rapidamente il centro del racconto e il suo obiettivo.
Vale infine la pena citare almeno due altri lavori a cui questo volume può essere utilmente affiancato, anche nella fase di preparazione della discussione: il saggio/dialogo Auschwitz spiegato a mia figlia
Abbiamo parlato di:
La Shoah spiegata ai bambini
Paolo Valentini, Chiara Abastanotti
BeccoGiallo, 2016
56 pagine, rilegato, bicromia – 12,00 €
ISBN: 9788899016234










